Immagine e Simulacri

scritto da parolamia06 il 27/11/2006,14:12
«Ora, l’immagine non può più immaginare il reale, poiché coincide con esso. Non può più sognarlo, poiché ne costituisce la realtà virtuale [...] Viviamo in un mondo in cui la suprema funzione del segno è quella di far scomparire la realtà e di mascherare nel contempo questa scomparsa».
(J. Baudrillard, Le crime parfait)

Centro di gravitĂ  permanente

scritto da parolamia06 il 26/11/2006,17:56

Non c’è speranza alcuna di trovare affrancamento tra quanti professano la propria appartenenza alla ristretta cerchia dei sopravvissuti all’edonistico diluvio dell’egocentrismo.

Chi ci ha predisposti alla parola, ignorava forse che avremmo irrimediabilmente mentito per apparire ciò che avremmo voluto essere e mai realizzeremo. [Finiti come siamo proprio nel mezzo di questo cento di gravità permanente. Posizione oltremodo scomoda].

Meglio tacere.  

Sul consumismo

scritto da parolamia06 il 24/11/2006,15:42

Siamo forse diventati le vetrine di ciò che acquistiamo. Possediamo molteplici tratti di personalità che giorno dopo giorno assembliamo con incessante cura e senza averne coscienza profonda. E ci narriamo attraverso metafore costruite dalla percezione che gli altri hanno di noi, illudendoci di essere proprio quello che vorremmo significare.  

Di questo passo resteremo nient'altro che immagini di noi. E così, perso ognuno il proprio essere, finiremo ad osservare quello che siamo diventati ma ci criticheremo perchè non ci saremo riconosciuti. Quanto è amara l'ironia della sorte... 

[Riflessioni di una identità (post)moderna. La mia.]

Parole

scritto da parolamia06 il 23/11/2006,09:14

Stavo ragionando sulla versatilità delle parole. Insomma, con quante altre cose (materiali o immateriali) è possibile creare combinazioni pressoché infinite? Forse non esiste materia tanto duttile, manipolabile e al tempo resistente. E non meno importante è la loro forza. Non solo forza espressiva ma potenza di intenti e risultati. 

Scrivere, parlare... Le parole hanno fatto nei secoli la fortuna degli uomini e soprattutto di chi, riconosciuta la loro importanza, ha saputo imparare a farne buon uso derivando da queste carisma e prestigio, facendone alle volte un'arte.

Le parole sono quanto di più dirompente l'uomo abbia come dote innata. Quante volte capita di sentire o di riflettere su questa cosa: "non volevo, l'ho detto senza pensare...". Questo è dimostrazione della rapidità di scambio che le parole hanno col pensiero da cui derivano anche quando appaiono senza senso ma rispetto al quale, sicuramente pesano di più...

 

I sogni son desideri(?)

scritto da parolamia06 il 22/11/2006,09:41

Il mattino ha l'oro in bocca. Sarà per questo motivo che costa caro alzarsi presto. Io sono tra le poche persone al mondo (credo) che invece amano farlo. Non che sia una cosa facilissima, ma è al mattino presto che riesco a contrattare il prezzo migliore – che raramente è proprio quello onesto – per riuscire a trovare, tra i tanti impegni, l’utilità che serve a incrementare i miei sogni. Sì perchè i sogni vanno curati e non è detto debbano restare lì immobili in attesa si realizzino. E’ difficile si compino da soli. Occorre tanta pratica. E la pratica è data da un continuo incessante esercizio. E da buona volontà. Insomma non basta pensare.

I sogni non sono come i desideri. I desideri puoi trovarli lì, al posto delle stelle. Si sa dove cercarli 

I sogni, invece, sono nel cuore di ognuno e non è detto che questo sia un posto agevole da raggiungere, anzi.

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Comunicare

scritto da parolamia06 il 21/11/2006,20:09
Potrei resistere alla tentazione di parlare ma ho seri dubbi che questo sacrificio riesca a vanificare la mia intenzione di comunicare.
Conosco tanti modi per comunicare: non serve che i suoni escano dalla mia bocca perché io “dica” o “esprima” ciò che voglio o che non voglio.
Comunicare è espressione del proprio essere ma anche un atto di amore, e assieme di egoismo, per se stessi e verso il prossimo.
Un mondo senza comunicazione non è un mondo cieco o sordo o muto... è più di un mondo cieco o sordo o muto e, di sicuro, è anche più di queste tre condizioni messe assieme. Ecco perché comunicare è un atto d’amore e assieme di egoismo.
 
Non si può non comunicare.
 
Non si può non farlo perché, innanzitutto, anche per il semplice fatto di occupare un posto in uno spazio dentro il mondo significa essere il resto di un qualcosa e questo “qualcosa” significherà pure [qualcosa]. Che sia per prendere parte (o le distanze) da un punto/cosa/persona nelle nostre vicinanze, già significa che stiamo “dimostrando” (e con la dimostrazione, comunicando) e ciò è un atto volitivo, magari non espresso a chiare lettere - è il caso di dire - ma pur sempre un atteggiamento, di propensione o di distacco, verso entità, astratte o fisiche, che ci circondano.
E se ad esempio, l’occupare proprio quello spazio, non sia per nostra scelta (metti il caso inverosimile fossimo incapaci di intendere), ma per volere altrui, il fatto stesso che il nostro corpo significhi qualcosa per qualcuno, bè anche quella è dimostrazione del fatto che stiamo interagendo in qualche modo. E l’interazione è sempre questione di comunicazione.
E’ per questo che credo non ci siano persone totalmente incapaci di intendere e di volere. Anche il fatto di vivere uno stato vegetativo, ad esempio, è pur sempre vita (di che tipo si tratti non voglio giudicarlo per non incorrere in pericolose considerazioni), al contrario, sarebbe esistenza: l’esistenza non è dinamica e non presuppone partecipazione. L’esistenza è nel pensiero, la vita è nel mondo.
Ed è proprio per questo motivo che la comunicazione, come dicevo, è anche un atto di egoismo che diventa tale quando costringe gli altri a prestare gli strumenti riconosciuti universali perché classificati sotto chissà quale codice.
 
Conosco tanti modi per comunicare, dicevo.  Ma sono modi che ho per comunicare me stessa. Modi che qualcun altro sicuramente avrà simile nella forma, ma mai completamente uguale...

Lo direi così...

scritto da parolamia06 il 21/11/2006,20:07

Questo blog è un esperimento.

E' niente di più che un mezzo per dare forma alle parole, un modo per esprimere le mie idee, vedere realizzata una passione. Qui le parole non mancano mai ma unirle assieme una dietro un'altra per emozionare, stuzzicare, confondere, rallegrare o semplicemete per parlare... è quasi un'arte. E se questo mi riesce bene, bè, a giudicarlo sarete voi. 

Ad ogni modo io lo direi così...