La marca: un pieno di vita!

scritto da parolamia06 il 28/02/2007,19:25
Quale ruolo svolge una marca nei mercati contemporanei? Quale rapporto ha con i consumatori? Come fa a rendersi riconoscibile?
A queste domande rispondono le nuove politiche di comunicazione orientate alla creazione di esperienze marca-consumatore.

Da quando i beni di consumo, nelle (post)moderne società occidentali, hanno cominciato ad assolvere una funzione altra (leggi ostentazione di status, definizione di uno stile di vita) rispetto all'appagamento dei bisogni primari, si è assistito ad un cambiamento del ruolo della marca che da semplice strumento di identificazione dei prodotti rispetto a quelli concorrenti, è passata, nel corso del tempo, col diventare uno strumento di significazione. A rendere possibile questo passaggio è stato, soprattutto, l'impiego di innovative forme di comunicazione che in misura particolare attraverso la pubblicità  -  forma maggiormente (ri)conosciuta dall'universo dei "non addetti ai lavori" - aveva già sancito la vicinanza della stessa al mondo dei consumatori. Per questo attraverso una comunicazione a 360 gradi la marca - e assieme ad essa la folta schiera dei fedeli prodotti suoi seguaci - ha cominciato a parlare. Inventandosi un proprio codice ha messo in piedi un linguaggio sempre più articolato.
La marca oggi crea discorsi, si differenzia e lotta per rendersi riconoscibile e farsi amare. Ma soprattutto diventa relazionale.
Una volta trovato nei propri consumatori un riscontro favorevole, inscenando vere e proprie rappresentazioni, la marca ha creato attorno a sè un universo di valori e cercato l'adesione ad un sistema che non è più solo stile di vita ma complicità, passione, mind-style.
Perchè tali sforzi possano trovare compimento, gli studiosi sono alla continua, spasmodica ricerca di nuove opportunità  di contatto con la marca. La tendenza contemporanea sta, dunque, nel creare esperienze. Esperienze che coinvolgano il consumatore, che agiscano sui sensi, sulle emozioni, sull'affettività  ma che lascino comunque la "lucidità" necessaria per praticare la scelta finale.
E così un pò tutto cambia. La comunicazione cambia. Il design, il pack dei prodotti, i profumi, la musica, addirittura i luoghi di acquisto diventano suadenti, si trasformano negli strumenti per realizzare esperienze olistiche mettendo a disposizione dei consumatori (termine anch'esso soggetto a continue evoluzioni, ma passatemi l'accezione ancestrale) tutto un mondo fatto di emozioni e valori, congeniali alle politiche di branding.
Cos'è dunque diventata la marca oggi? Un territorio, un immaginario, un pieno di vita...

[già su ad2sell
]

Come nuova la pubblicitĂ  lavata con Perlana

scritto da parolamia06 il 28/02/2007,12:41
Il bestiario in pubblicità ha sempre sortito un certo effetto per il significato culturale, la simbologia, l'associazione di idee - legati al mondo animale - che il messaggio creativo riesce a cogliere e reinterpretare.
Magari non proprio nuova (ma lavata...), la comunicazione  Perlana, firmata D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
è, ancora una volta, bestiale!

perlana (b)

E per chi avesse perso lo scorso  lavaggio passaggio, ecco la precedente campagna stampa Perlana Black Power.

perlana

Evoluzione tecnologica!

scritto da parolamia06 il 28/02/2007,10:16
Ricordate Junior, il film con Arnold Shwarznegger, Danny De Vito ed Emma Thompson?
Roba superata!
E se neppure con l'immaginazione vi riesce di concepire che un uomo possa ospitare nel suo ventre un ovulo fecondato e sentirlo crescere, sono curiosa di sapere cosa pensate di questa variante tecnologica...
Quello che vedete qui in basso è Bjorn, 42enne di Stoccolma,
Product Designer, e il "piccolo" (manco a dirlo!) è la sua creatura!

neoPic_baby
"My name is Bjorn and I'm expecting my first child. Todays, will be last day at work, before I go on paternity leave. That's why I set up this blog. I figured it would take my mind off the fact that I will be giving birth within two weeks".

Con queste parole prende il via il primo Pregnant man blog e l'innovativa campagna (a supporto di un nuovo prodotto) che vi è alle spalle, fa in un lampo il giro del mondo.
D'altra parte con una strategia del genere c'era da aspettarselo.

Ad ogni modo, la "creatura" è venuta al mondo il 12 febbraio e come potete leggere dal certificato di garanzia, ops!, di nascita, è un maschietto, pesa 70 gr, è lungo 77 mm e si chiama Neonode N2.

neoPic_cert
Come si dice in certe circostanze... Congratulazioni Bjorn! (E speriamo solo che, visti i tempi che corrono, non ti contestino la potestà genitoriale!)

Agenzia: Publicis, Stockholm, Sweden
Art Director: Yasin Lekorchi
Copywriters: Malin Åkersten, Johannes Ivarsson
Planner: Patrick Kampmann

Sull'importanza della comunicazione (tradizionale)

scritto da parolamia06 il 27/02/2007,15:45
Se non credessi nella forza delle parole e nell'importanza della comunicazione, probabilmente questo blog neppure esisterebbe. 
Spersonalizzazione delle idee
distanza tecnologica e questioni identitarie a parte, i nuovi media hanno sicuramente rivoluzionato non solo i  modi e i tempi  della comunicazione ma anche la natura delle relazioni.
Come fare, allora, a recuperare e divulgare l'importanza dei mezzi tradizionali? Ad esempio, puntando sul contatto, la vicinanza umana, il calore, come nella campagna stampa qui in basso:

 

If you really want to touch someone, send them a letter.

Cliente: Australia Post
Agenzia: M&C Saatchi Melbourne


via 10ad

PubblicitĂ :

scritto da parolamia06 il 26/02/2007,14:20
"Invertising". Per questa parola google mi segnala all'incirca 343 risultati.
Ora, pur ammettendo che molti non hanno alcuna pertinenza con l'idea che avevo in mente al momento della ricerca, capirete il mio stupore quando mi sono accorta che il termine - del quale mi emozionava l'idea di essere stata la genitrice - già esiste. Dovrò consolarmi con il fatto di aver avuto un'intuizione, se così si può definire, che già altri -  magari autorevoli esperti del settore -  avevano avuto prima di me.
Ma cos'è l'Invetising? Un interessante articolo sull'argomento, datato 2005, cita:  "Let's call it "invertising," referring to various forms of marketing that consumers invite into their lives". Nulla da eccepire a riguardo, anzi, proprio a questo pensavo ragionando sulle nuove forme di marketing e comunicazione con cui ogni giorno, e più o meno coscientemente, ci troviamo a convivere.
Il principio su cui si basa questa idea è che nell'overload informazionale cui i consumatori sono sottoposti, si erigono forme di autodifesa fortemente democratiche che consentono loro di decidere non solo a quali fonti dare peso e quali ignorare, ma anche di influenzare le strategie di comunicazione, le politiche imprenditoriali, i mezzi e i loro contenuti.
Dal canto loro gli addetti ai lavori - lungi dall'essere ancora considerati persuasori occulti - non possono far altro che assecondare il cambiamento, gli stili (o momenti) di vita, adottando strategie di comunicazione pervasive, non invasive.
Solo in questo modo i consumatori (che da chi scrive non sono affatto considerati sprovveduti) riusciranno a guardare la pubblicità di buon occhio, accetteranno di lasciarsi incuriosire ed intrattenere piacevolmente dalle storie che racconta, sceglierà di giocare, lasciarsi coinvolgere e sedurre. Che alla fine si arrivi o meno a concretizzare il contatto (con l'atto d'acquisto) un primo passo sarà comunque già stato compiuto: entrare nella quotidianità e nelle vite delle persone che di loro spontanea volontà accettano la cosa.
In che modo potrebbe avvenire tutto ciò? Lasciando che attraverso la pubblicità - e in generale mediante qualsiasi forma di comunicazione - marche e prodotti parlino non solo al cervello (e al portafogli!) ma anche al cuore delle persone. Abbassando la voce ma accendendo i toni. Ricostruendo una relazionalità attorno alle esperienze comuni e alla soddisfazione reciproca. Fondando ciascun rapporto sulla conoscenza e la fiducia. Ricompensando con emozioni, sensazioni, stati d'animo, il tempo e l'attenzione che le vengono dedicati.
Solo in questo modo sarà possibile porre un freno al fenomeno che non a torto viene definito della transumanza (da qui il termine transumer) ed evitare che i messaggi restino inascoltati.
Insomma, occore che la pubblicità non solo segua o inventi le mode ma crei nuove forme di dialogo e modelli innovativi di ascolto.
Il risultato: una pubblicità in-versione di tendenza, considerando con ciò la duplice anima della stessa.

La Saatchi & Saatchi e Regione Valle d'Aosta contro il bullismo

scritto da parolamia06 il 23/02/2007,19:15
bullismo_saatchi1Il bullismo è un problema loro. Finchè non te ne accorgi.

Questo il claim scelto dall'Agenzia Saatchi & Saatchi per dare il via alla campagna di sensibilizzazione contro il bullismo proposta dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta (prima in Italia a muoversi in questa direzione).
Declinata su più mezzi di comunicazione, la campagna è realizzata con linguaggi comunicativi differenti per rispondere all'esigenza di rivolgersi trasversalmente a target diversi ma ugalmente coinvolti nel fenomeno.

bullismo_saatchiLa prima parte della strategia fa leva sul mondo degli adulti. Al termine di questa fase il focus della comunicazione sarà orientato, invece, sui bambini i quali sarranno attivamente sensibilizzati sul problema attraverso una innovativa formula di advertising.

Via Crazy Marketing Blog

E questi? Gemelli eterozigoti di madri diverse?

scritto da parolamia06 il 23/02/2007,15:47
I clienti sono due, le campagne  pure.
L'idea creativa, però, molto simile. Ora bisognerebbe capire chi l'ha partorita per prima...

cloretsAgenzia: McCann Erikson




winterfreshAgenzia:
Grafitti BBDO

A proposito di BtL

scritto da parolamia06 il 23/02/2007,15:00
Qualche giorno in un post di  News & Riflessioni, si rifletteva sul ruolo e sulla visibilità delle strategie Below the Line, la cui importanza è troppo spesso  sottovalutata dalla comunità dei blogger.
Questa segnalazione è un modo personale per interrompere il silenzio sull'argomento e farvi partecipe di una considerazione personale su un lavoro che trovo davvero ben fatto, pertinente ed originale: una cartolina invito che l'Agenzia Keller ha realizzato per uno dei suoi clienti.

Anche per noi blogger la BtL può rappresentare una piacevole scoperta!

Via klog