Non-convenzionalitĂ
scritto da parolamia06 il 30/04/2007 ,20:55
La prima volta che sentii parlare di marketing non-convenzionale, e ne appresi le strategie attraverso alcuni esempi, ne rimasi subito affascinata - e lo sono ancora oggi (come sarebbe possibile il contrario?). Superata, però, la fase iniziale, alla meraviglia subentrò presto un interrogativo: "E adesso?".
La prima cosa a cui pensai fu chiedermi dove mi avrebbero portato le mie ambizioni professionali. Capirete bene che in un mercato come quello pubblicitario, presidiato per la quasi totalità dalle immagini piuttosto che dalle parole, per un'aspirante copy le cose sembravano complicarsi ulteriormente. Ma più che lamentarmi per la mia anacronistica venuta al mondo non potevo, nè altro posso fare oggi.
Ora, però, passato un pò di tempo, pur essendo in pieno clima di guerrilla, mi rendo conto che essere non-convenzionali non significa solo ricercare sentieri inesplorati, mezzi ancora vergini, effetti speciali ad altissimo impatto. In questo senso la non-convenzionalità è già, o lo sta per diventare, convenzionalizzata dal suo stesso uso.
Allora mi chiedo: la vera "alternatività" non è forse nella forma più che nel mezzo? Prima o poi la ricettività di certi meccanismi andrà in saturazione e in quel caso sarà meglio ri-innovarsi, ricercando nei mezzi tradizionali nuove e sorprendenti moda-lità di comunicazione. (Probabilmente per le "classiche" figure professionali non è ancora tutto perso!) Non credete?
Adesso, per concludere, vi lascio con un esempio che mi fa ben sperare che forse, in fondo in fondo, non ho poi tutti i torti...
La forza di un messaggio è (anche) nel contenuto. Prendete nota...

Product: Latte Mandra
Agency: GMP, Bucharest
Client: S.C. Carpalat S.A.
Creative director: Emilian Arsenoaiei
Copywriter: Mihai Botarel / Emilian Arsenoaiei
Art Director: Bogdan Voda
La prima cosa a cui pensai fu chiedermi dove mi avrebbero portato le mie ambizioni professionali. Capirete bene che in un mercato come quello pubblicitario, presidiato per la quasi totalità dalle immagini piuttosto che dalle parole, per un'aspirante copy le cose sembravano complicarsi ulteriormente. Ma più che lamentarmi per la mia anacronistica venuta al mondo non potevo, nè altro posso fare oggi.
Ora, però, passato un pò di tempo, pur essendo in pieno clima di guerrilla, mi rendo conto che essere non-convenzionali non significa solo ricercare sentieri inesplorati, mezzi ancora vergini, effetti speciali ad altissimo impatto. In questo senso la non-convenzionalità è già, o lo sta per diventare, convenzionalizzata dal suo stesso uso.
Allora mi chiedo: la vera "alternatività" non è forse nella forma più che nel mezzo? Prima o poi la ricettività di certi meccanismi andrà in saturazione e in quel caso sarà meglio ri-innovarsi, ricercando nei mezzi tradizionali nuove e sorprendenti moda-lità di comunicazione. (Probabilmente per le "classiche" figure professionali non è ancora tutto perso!) Non credete?
Adesso, per concludere, vi lascio con un esempio che mi fa ben sperare che forse, in fondo in fondo, non ho poi tutti i torti...
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categoria:advertising, print advertising, punti spunti divagazioni a tema
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(Ogni tanto una ripassatina è come una boccata d'ossigeno. No?)



E dopo il detergente, una (ri)passata di
Per completezza - e solo per questo motivo - aggiungo anche gli altri due soggetti: