Attenti al guerrilla marketing
scritto da parolamia06 il 10/03/2007 ,10:20
"Attenti al guerrilla marketing".
Ieri, venerdì 9 marzo, Il Mondo titolava così un articolo dedicato al tema della comunicazione non-convenzionale. Segno, questo, che anche i media tradizionali - finalmente - stanno sviluppando un interesse nei confronti di questa nuova forma di comunicazione.
Ed era quasi ora se ne cominciasse a parlare.
Infatti, nonostante il fenomeno spopoli in Rete già da tempo, supportato soprattutto dagli utenti che ospitano le azioni più interessanti sui propri blog, c'è come un certo timore a parlarne. E questo, probabilmente, perchè a monte vi è un vero problema: le agenzie.
Sono ancora poche, infatti, quelle pronte a scommettere e riorganizzarsi in tal senso. Il punto è che i tempi sono maturi, ed è il mercato stesso a richiederlo. Non basta più il classico spot o l'annuncio stampa. Non serve solo organizzare eventi. Il consumatore va sorpreso, sedotto, intrattenuto e divertito.
Come ha speigato Paolo Iabichino, Direttore Creativo di OgilvyOne, oggi «il consumatore preferisce una sorpresa all'interruzione dei programmi con la pubblicità tradizionale», e continua dicendo che l'effetto è quello di un sentimento positivo.
E' proprio questo il punto: in un mondo in cui, nonostante l'interconnettività consenta relazioni a largo spettro, la virtualità e la mancanza di relazioni solide si fa sentire. La scommessa è questa: uscire dall'anonimato, investire sulla relazione, su un rapporto duraturo marca-cliente.
Per farlo bisogna dare di più: non solo spingere ad acquistare, ma farsi conoscere e ri-conosere, stimolare il sorriso, coltivare un sentimento.
Ieri, venerdì 9 marzo, Il Mondo titolava così un articolo dedicato al tema della comunicazione non-convenzionale. Segno, questo, che anche i media tradizionali - finalmente - stanno sviluppando un interesse nei confronti di questa nuova forma di comunicazione.
Ed era quasi ora se ne cominciasse a parlare.
Infatti, nonostante il fenomeno spopoli in Rete già da tempo, supportato soprattutto dagli utenti che ospitano le azioni più interessanti sui propri blog, c'è come un certo timore a parlarne. E questo, probabilmente, perchè a monte vi è un vero problema: le agenzie.
Sono ancora poche, infatti, quelle pronte a scommettere e riorganizzarsi in tal senso. Il punto è che i tempi sono maturi, ed è il mercato stesso a richiederlo. Non basta più il classico spot o l'annuncio stampa. Non serve solo organizzare eventi. Il consumatore va sorpreso, sedotto, intrattenuto e divertito.
Come ha speigato Paolo Iabichino, Direttore Creativo di OgilvyOne, oggi «il consumatore preferisce una sorpresa all'interruzione dei programmi con la pubblicità tradizionale», e continua dicendo che l'effetto è quello di un sentimento positivo.
E' proprio questo il punto: in un mondo in cui, nonostante l'interconnettività consenta relazioni a largo spettro, la virtualità e la mancanza di relazioni solide si fa sentire. La scommessa è questa: uscire dall'anonimato, investire sulla relazione, su un rapporto duraturo marca-cliente.
Per farlo bisogna dare di più: non solo spingere ad acquistare, ma farsi conoscere e ri-conosere, stimolare il sorriso, coltivare un sentimento.
categoria:punti spunti divagazioni a tema, consumi costumi societĂ
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