Il clochard

scritto da parolamia06 il 08/12/2007,11:47
"Il Clochard" è il nuovo romanzo di Nicola Amato,  scrittore, giornalista freelance, tecnologo della comunicazione audiovisiva  e multimediale.

copertina
Il libro rappresentazione un momento di riflessione per evidenziare il dramma umano e sociale del mondo dei diseredati e degli emarginati da una società sempre più disattenta e insensibile.

«Auspico che la lettura di questo romanzo costituisca un utile stimolo per favorire un approccio positivo nei confronti dei barboni»(N. A.).

"Il Clochard" partecipa al progetto "Un aiuto a colpi di penna" promosso dall' Associazione Servizi Culturali.

Per ogni copia venduta mediante Il Giralibro, l'Associazione Servizi Culturali devolverà 0,25 euro all' AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).



(La scheda del libro)
categoria:libri
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Marketing non convenzionale - Una lettura alternativa

scritto da parolamia06 il 07/12/2007,22:28

«Il marketing non-convenzionale non esiste.
Esiste invece una società fatta di perenni mutamenti, repentini e discontinui, e pertanto il grosso del lavoro è quello di ricalibrare i linguaggi per riferirci ad essa».


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Dopo quasi un decennio di ricerche e mesi di duro lavoro, lo scorso 30 novembre è uscito nelle librerie, edito da il Sole 24 ore,

"Marketing non convenzionale.
Viral, Guerrilla, Tribal e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno"


Il testo - cito fedelmente l'amico Simone - «figlio dell’inquietudine intellettuale dei due fondatori di Ninja Marketing e della sapien
te guida del maestro Cova: 220 pagine di ragione e passione, rigore scientifico e creatività, rispetto per ciò che è stato ed invito entusiasta ad abbracciare ciò che sarà».

Insomma se cercate un regalo, da fare o da farsi, l'avete trovato.

E... sì, giudicatemi pure di parte (sicuramente lo sono e non potrebbe essere altrimenti) ma il libro merita davvero (c'ho le prove!).

Che dirvi, provare per credere!

Buona lettura...

UmanitĂ  2.0

scritto da parolamia06 il 07/09/2007,16:59
Franco Bolelli Riporto dalle pagine di Velvet (Repubblica) uno stralcio di un interessante contributo di Franco Bolelli. Il tema: l'umanità 2.0.

"Web 2.0, così si chiama adesso. Ma forse dovremmo battezzarla con un altro nome, questa nuova era tecnocomunicativa, quella dove gli umani non si accontentano più di esplorare la rete ma la nutrono, la espandono, la reinventano con le loro parole, immagini, musiche, idee, e tutte le altre possibili forme d'espressione. Forse faremmo meglio a chiamarla "esseri umani 2.0": perché questa che stiamo vivendo è una vera rivoluzione antropologica, un'evoluzione assolutamente senza precedenti dei comportamenti e dei linguaggi, delle forme di percezione e conoscenza, del nostro stesso patrimonio biologico. Attraverso le nuove possibilità tecnologiche e comunicative, si stanno espandendo, come mai prima, le possibilità umane e vitali.
[...]
È la fine della società dello spettacolo. È il tramonto di quella comunicazione unilaterale dove pochi fanno e il mondo si limita a guardare. Rivoluzione antropologica non sembra più un'espressione esagerata, vero?"
(Continua tra le pagine di Repubblica.it)

Greenville Literacy Association_Have any books lying around?

scritto da parolamia06 il 04/09/2007,23:04
Guerrilla realizzata per la Greenville Literacy Association con l'intento di raccogliere libri da rivendere per risollevare le casse.
L'azione riproduce una situazione abbastanza comune: libri lasciati in giro, sparsi un pò ovunque, dimenticati nei luoghi più disparati. Have any books lying around? Se la risposta è affermativa tanto vale donarli per restituire loro la dovuta dignità.

book_1book_2guerrilla91Agency:  The bounce agency
Creative Director - John McDermott
Writer - Stephen Childress
Art Director - Stephen Brown
Print Production - Amanda O’Sullivan

Via AdverBox

Aziende guidate dai valori

scritto da parolamia06 il 11/07/2007,17:24
Serendipity. Click dopo click, mentre ero alla ricerca di non ricordo più cosa, non so come sono finita su un interessantissimo blog e cosa ci trovo? La storia di un noto brand di gelati su cui mi ero ripromessa di scrivere un post. L'idea era nata dalla lettura di Doppio Gusto scritto da Ben Cohen e Jerry Greenfield, fondatori della Ben&Jerry's.

Ben&Jerry

Con un approccio leggero e informale, nel libro (edito da Baldini &Castoldi) i due autori raccontano alcune strategie di marketing adottate nella loro azienda guidata da valori. Naturale fermarsi a riflettere su questo concetto che B.&J. spiegano così:


«Questa nozione si basa sull'idea che le aziende hanno una responsabiità nei confronti delle persone e della società che ne rendono possibile l'esistenza Superando la semplice filantropia, e con molta più efficacia, un'azienda guidata dai valori cerca di massimizzare l'impatto integrando azioni di utilità sociale nel numero più ampio possibile di attività quotidiane. Perchè ciò sia possibile, i valori devono essere chiaramente enunciati e improntare la missione, la strategia la pianificazione operativa dell'azienda.
[...] I consumatori sono abituati ad acquistare un prodotto a prescindere da quello che pensano dell'azienda che lo commercializza. Ma un'azienda guidata dai valori può contare su una fedeltà di acquisto che la maggior parte delle aziende non è mai riuscita ad ottenere, poichè essa fa presa su qualcosa che va ben al di là del semplice prodotto. Offre ai suoi clienti la possibilità di stabilire un legame basato sulle affinità, di esprimere i propri più radicati valori anche attraverso l'acquisto di un prodotto
[...]».

In uno dei passi più significativi del libro si approccia una differenza tra il marketing tradizionale e quello guidato dai valori:

«Il marketing tradizionale attribuisce "falsamente" qualità - sensualità, ricchezza, sicurezza, potere - ai prodotti e alle marche attraverso l'uso di tecniche (come la pubblicità) che non hanno alcun valore reale per le persone o per la società.
Il marketing guidato dai valori, invece, promuove i prodotti e le marche integrando benefici sociali nei molteplici aspetti della vita di un'impresa. Invece di fare campagne pubblicitarie, che non aggiungono alcun valore, noi intraprendiamo iniziative concrete che si traducono in servizi agli individui e alle società: organizziamo concerti, apriamo partnershop in comproprietà con organismi non profit, acquistiamo carta ecologica e priva di cloro, utilizziamo il più possibile ingredienti biologici, sosteniamo le cause delle organizzazioni di volontariato presenti nella comunità
[...]».

Attenzione, però, a non confondere questo approccio con quello del marketing cause-related la cui premessa è
«appiccicare l'etichetta di valori sociali alle campagne marketing di un'azienda che non tiene conto di quei valori nel complesso delle sue attività.
Nella migliore delle ipotesi, il marketing cause-related è utile perchè destina massicci investimenti alla realizzazione di programmi sociali e sensibilizza il pubblico rispetto a problemi di estrema gravità. Nella peggiore è un semplice paravento che sfrutta la leva della filantropia per convincere i consumatori che una certa azienda si batte per delle cause giuste e perchè essi la recepiscano positivamente a prescindere dal fatto che ciò corrisponda a verità».


Per quanto giudichi alcuni  punti un pò forzati, devo dire che Doppio Gusto è una piacevola lettura daombrellone che, tra divertenti aneddoti ed esempi impegnati, stimola interrogativi di grande attualità. Insomma: consigliato a chi vuole riflettere, sorridendo, su ciò che ci circonda.